Affitti alle Canarie: tetto massimo imposto dal governo sugli affitti?

tetto sugli affitti alle canarie

Inizia a trapelare qualche notizia sui giornali ed è già caos: tutti gli “è-finita-la-pacchia boys” pronti ad accogliere con entusiasmo questa nuova follia politica del tetto sugli affitti che, qualora andasse veramente in porto, porterà solo ulteriori aumenti e disagi per chi sta cercando casa da affittare.

Ma, come sempre, cerchiamo di andare con ordine e di partire dal principio.

Parliamo della legge del 2023

Il 25 maggio 2023 è stata varata la nuova Ley de Vivienda che, tra le altre cose, prevede la possibilità per i comuni di imporre i tetti sugli affitti nelle zone cosiddette “tensionadas”.

Cos’è una zona “tensionada”? È una zona soggetta ad un particolare rischio di insufficienza di offerta di alloggi per la popolazione, determinata da una serie di parametri che tengono conto, tra le altre cose, degli importi medi di affitti e rate del mutuo, della capacità di reddito dei cittadini e della crescita media dei prezzi.

Alla fine di febbraio di quest’anno è stato pubblicato l’indice ufficiale dei prezzi di riferimento degli affitti residenziali, che solo Cataluña ha tuttavia dichiarato di voler applicare, in 140 municipi.

Ora, a distanza di pochi mesi, si stanno svegliando altri municipi che vorrebbero, attraverso il Governo autonomico, richiedere l’applicazione dei tetti sugli affitti, dichiarandosi appunto “zona tensionada”.

Tra questi comuni possiamo citare Bilbao oppure, per rimanere nel nostro arcipelago, Adeje e Las Palmas de Gran Canaria.

E’ la scelta giusta porre un tetto massimo sugli affitti?

Fantastico, penseranno in molti, specialmente tutti coloro che sono in cerca di una casa in affitto a un prezzo “sostenibile”. Ma le cose non stanno esattamente nei termini che la politica vorrebbe far credere.

Lasciamo per un momento da parte colori e idee politiche e cerchiamo di fare un ragionamento obiettivo e costruttivo.

La prima domanda che sorge spontanea è: ma se il tetto sugli affitti è la soluzione al problema, perché ha aderito solo Cataluña? E visto che alle Canarie non è un problema che riguarda soltanto Adeje e Las Palmas de GC, perché gli altri comuni non si stanno facendo avanti?

La risposta a queste domande è molto semplice ed è principalmente di natura tecnica, più che politica: queste misure non piacciono al mercato, che storicamente ha dimostrato di reagire in maniera diametralmente opposta a quella sperata. E, nei pochi casi in cui queste misure sono in qualche modo sopravvissute nel tempo, sono sempre state accompagnate da una serie di incentivi nei confronti dei proprietari.

Effetti positivi o negativi?

Gli effetti negativi delle politiche di limitazione dei prezzi sono sempre stati, ovunque esse fossero applicate, le medesime: riduzione dell’offerta, riduzione degli investimenti, crollo della qualità degli alloggi, aumento del mercato nero. Insomma, per dirla in una sola parola, queste politiche hanno sempre fallito nei loro intenti migliorativi.

Anche le dinamiche sono state più o meno sempre le stesse: un apparente miglioramento nella fase iniziale ed una inevitabile degenerazione del mercato sul medio e lungo periodo.

Albert Einstein definiva la follia come “continuare a fare sempre la stessa cosa più e più volte, aspettandosi un risultato diverso”. Quello che ieri Einstein definiva “follia”, per la società di oggi, è semplicemente “politica”.

Articolo a cura di Marco Sparicio

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