Bozza di legge sugli affitti brevi alle Canarie: qualcosa non torna.

Bozza di legge affitti brevi alle canarie

Parliamo della bozza proposta

La bozza di legge sugli affitti turistici alle Canarie, presentata al pubblico lo scorso 3 di Aprile, ha suscitato reazioni accese e contrapposte: da un lato gli albergatori, che hanno stappato la bottiglia di fronte al (temporaneo) annichilimento dei loro “avversari”, dall’altro i proprietari di VV (Viviendas Vacacionales), che si sono sentiti sotto deliberato attacco e profondamente lesi nei diritti fondamentali.

Questi i due lati della medaglia, che nelle decine di articoli pubblicati sul Web e sui social vengono esaltati, in una direzione o nell’altra, per incendiare gli animi e raccogliere consensi e like.

È ovvio che poi ciascuno abbia la propria opinione e lo stesso vale per giornalisti e blogger.

Ma per ottenere un quadro realistico della situazione bisognerebbe mettere da parte, almeno per un attimo, le proprie idee (seppur legittime) limitandosi ad osservare i fatti per quello che sono.

Questo è quanto cercheremo di fare in questo articolo, dunque: osservare entrambe le facce della medaglia per individuarne ragioni ed incongruenze.

Due lati della medaglia

Partiamo subito coloro che sostengono che questa legge limiti la libertà di impresa e il diritto del proprietario di disporre del suo appartamento come meglio crede.

Se la regolamentazione di un settore equivale alla limitazione della libertà di impresa allora ho una notizia: anche agli imprenditori alberghieri è negata la libertà di impresa.

Non basta infatti possedere un edificio per realizzare un hotel: l’attività alberghiera è soggetta, comunque, a numerose restrizioni e a norme che ne disciplinano lo sviluppo.

Il punto chiave qui è determinare se e in quale misura, dunque, le limitazioni imposte dalla nuova legge alle VV siano accettabili in un contesto di libera concorrenza, ma questo lo decideranno i tecnici e avremo certamente modo di scoprirlo nei prossimi mesi.

Sull’altra faccia della medaglia ci sono invece coloro che sostengono che la VV sia la principale responsabile della scarsità di affitti residenziali sul mercato; tra questi, a quanto pare, lo stesso promotore di questa iniziativa legislativa.

Chi ha avuto modo di leggere la bozza del testo di legge avrà notato la presenza di due mantra che accompagnano il testo in ogni suo paragrafo: il diritto ad avere una “casa dignitosa, adeguata e a prezzi accessibili” e l’immancabile “lotta contro il cambiamento climatico”, con la quale, temo, bisognerà imparare a convivere nei prossimi anni in qualunque ambito delle nostre vite.

Insomma, una legge che sembra più orientata a risolvere i problemi del mondo che non quelli locali, regolamentando il settore economico più importante delle Canarie, che con il suo 40% di PIL genera quasi la metà della ricchezza dell’arcipelago e dà lavoro a decine di migliaia di residenti.

Dunque, invece di una norma volta a favorire lo sviluppo sostenibile di un settore in cui andrebbero combattuti l’abusivismo e la diffusione incontrollata, è stata emanata una sorta di sentenza di condanna ad una rapida estinzione.

Chiunque, infatti, con una conoscenza di base di questo settore, non può non interrogarsi di fronte alle incongruenze presenti nella norma. Non è ambito di questo articolo esaminarle tutte nel dettaglio, ma mi piacerebbe fornire almeno un paio di spunti di riflessione, che ciascuno potrà poi approfondire in autonomia.

Cosa stanno proponendo dunque:

Iniziamo dalle metrature minime richieste, che vanno dai 39 m2 utili per un ospite, ai 44 m2 per due ospiti e, dulcis in fundo, 60 m2 per una famiglia “media”, composta da genitori e due figli. A parte che 60 m2 utili equivalgono – nella migliore delle ipotesi – a circa 70 m2 commerciali, la domanda è la seguente: quante VV, oggi, hanno una superficie di almeno 70 m2?

La risposta la conosce bene chi sa di cosa stiamo parlando, visto che sia i bungalow nei classici complessi con piscina che gli studio negli edifici cittadini si aggirano mediamente intorno ai 40-45 m2 a dir tanto.

Che fine faranno, dunque questi appartamenti? Seguendo la (ideo)logica della nostra Consejería de Turismo y Empleo dovrebbero finire sul mercato residenziale. Ma sarebbe dunque questa la loro idea di “casa dignitosa e adeguata”? 45 m2 per una famiglia di 4 persone, visto che per l’affitto residenziale non sono previste superfici minime, diverse da quelle contemplate nella condizione di abitabilità?

Ma veniamo al secondo mantra: per salvare il pianeta si impone che gli immobili destinati a VV debbano avere una classificazione energetica minima di classe C o B, a seconda dell’anno di costruzione. Ovviamente dovranno essere dotati di impianti di riscaldamento e di raffreddamento (A/C) con classe energetica minima “A”.

Conclusione

Riassumendo: in una regione in cui, nelle abitazioni, gli impianti di riscaldamento e aria condizionata sono spesso un plus, si impone per legge che non solo tali impianti debbano essere presenti, ma che l’immobile debba anche poter garantire la massima efficienza nei consumi.

L’elenco delle incongruenze e delle assurdità contenute in questa proposta di legge è ancora lungo, abbastanza da pensare che – se in questa società distorta è rimasto un briciolo di buon senso – sul BOE verrà pubblicato un testo ben diverso da quello che abbiamo letto e studiato in questi ultimi giorni.

Il dibattito (per non utilizzare il termine “guerra”, che con i tempi che corrono è meglio evitare il più possibile) è dunque aperto e piuttosto acceso. Non ci resta che seguirlo e sperare che, alla fine, la ragione prevalga sull’ideologia spiccia di una politica che sta, oggi più che mai, evidenziando tutta la sua inadeguatezza.

Articolo a cura di Marco Sparicio Consulente Immobiliare Canarie

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