Consigli pratici per acquistare casa alle Canarie

Acquistare un immobile alle canarie

Acquistare un immobile alle Canarie

Acquistare un immobile può sembrare una cosa semplice, a volte addirittura scontata; tuttavia, l’esperienza insegna che non è sempre così, perché le complessità che si nascondono dietro ad un simile progetto possono essere sottovalutate, inducendo il compratore in errori che possono costare cari.

Il peggior nemico dell’acquirente, specialmente se italiano, è il falso senso di sicurezza trasmesso dall’aver già vissuto un’esperienza simile nel proprio paese, o comunque dalla conoscenza di alcune dinamiche del mercato in cui si vive.

Il primo elemento da tener presente, infatti, è proprio la diversità tra i due paesi di riferimento (Italia e Spagna, in questo caso). Diversità che non riguarda solo le zone e i relativi prezzi, ma anche i processi che portano all’acquisto dell’immobile, oltre al ruolo di alcune figure che può essere spesso frainteso.

Tra queste, per esempio, la figura del notaio, che presenta alcune differenze sostanziali rispetto al suo collega italiano. Senza voler entrare nel dettaglio, perché non è questo il focus dell’articolo, bisogna tenere ben presente che il notaio spagnolo concentra la sua attenzione sugli aspetti più “formali” della compravendita, come per esempio la titolarità degli immobili, la capacità giuridica delle parti, la completezza della documentazione richiesta dalla normativa, etc.

Differenze tra Notaio in Italia e alle Canarie

A differenza del notaio italiano, dunque, non entra nel merito della conformità urbanistica dell’immobile, da un punto di vista fisico (stato reale), dando per buone le informazioni contenute nella documentazione che gli viene presentata. Qualora tali informazioni non corrispondessero alla realtà fisica dell’immobile, sarà dunque in carico al compratore ogni verifica in tal senso, sollevando la questione e valutando l’impatto di tali difformità sulla buona riuscita della compravendita.

Oltre a ciò, è importante tener presente che le leggi spagnole non sono uguali a quelle italiane; anzi, in alcuni casi, pensarlo può indurre in errori clamorosi.

Un esempio su tutti è l’acquisto del classico “rudere di campagna” che, mentre in Italia può verosimilmente essere trasformato in uno splendido “casale”, in Spagna non solo si trova con buona probabilità in condizioni di illegalità, ma è destinato a mantenere tale condizione fino al termine del suo ciclo di vita (vale a dire, fino al suo crollo).

È dunque importante fare molta attenzione, perché una grande quantità di annunci immobiliari relativi a case di campagna (fincas rusticas) sono truffaldini, in quanto promettono ristrutturazioni e ampliamenti che di fatto non verranno mai concessi.

La domanda a questo punto sorge spontanea: ma il notaio può celebrare la vendita di un immobile che si trova in condizione di illegalità?

Come detto poco sopra, il notaio garantisce che la proprietà dell’immobile sia trasferita con sicurezza giuridica: su ciò che si vorrà fare dell’immobile in prospettiva futura il notaio non nutre alcun tipo di interesse; può, al più, segnalare al compratore l’irregolarità urbanistica, comunque facilmente rilevabile dalla documentazione raccolta (ammesso che si sia in grado di comprenderne il contenuto).

Ma venendo alle cose pratiche, cosa dobbiamo fare prima di presentare un’offerta per l’acquisto di un immobile?

Verifiche immobiliare da eseguire prima di comprare

È importante focalizzarsi principalmente su quattro verifiche:

  1. Verifica di mercato: è opportuno verificare innanzitutto che il prezzo richiesto dal venditore sia in linea con il mercato di riferimento. Per fare ciò è fondamentale non solo avere una buona conoscenza del mercato, ma anche dello stato dell’immobile che può, in molti casi, determinare alterazioni del suo reale valore.
  2. Verifica stato giuridico: il primo documento da guardare in un immobile è la “Nota Simple”. Si tratta di un documento informativo, rilasciato dal Registro de la Propiedad, nel quale, oltre alla titolarità reale dell’immobile, si può verificare la presenza di eventuali ipoteche, pignoramenti, procedimenti giudiziari o comunque diritti di terzi sull’immobile stesso. La nota simple è un documento facile da reperire ma spesso difficile da interpretare correttamente: sempre meglio sottoporla ad una figura specializzata e indipendente, perché basta perdere una sfumatura nel suo contenuto per compromettere l’intera operazione immobiliare.
  3. Verifica urbanistica: ciò che è stato detto sulla finca rustica vale per qualsiasi altro immobile. Accertarsi dell’assenza di criticità sul piano urbanistico è fondamentale per potersi mettere al riparo da problemi o limitazioni nell’utilizzo futuro del nostro immobile. Nel dubbio, si consiglia di chiedere sempre un parere ad un architetto del posto.
  4. Verifica dei contratti: la firma di un contratto non è una semplice formalità, ma l’assunzione di una serie di obblighi che troppo spesso vengono sottovalutati. Comprendere l’implicazione di ogni singola parola in un contratto è fondamentale per non compromettersi in una compravendita che, alla fine, non risulta essere all’altezza delle promesse fatte dal venditore.

È chiaro che la complessità di un’operazione di compravendita immobiliare non può essere certo riassunta in quattro punti di poche righe, ma l’impostazione appena fornita può sicuramente ridurre drasticamente la possibilità di commettere errori o di incorrere in acquisti “incauti”.

Il rischio di un’operazione, quale che essa sia, è sempre proporzionato alla preparazione di chi la valuta e la svolge: sottovalutare questo aspetto può arrivare a costare molto caro.

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Articolo a cura di Marco Sparicio Consulente Immobiliare alle Canarie

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