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Marketing immobiliare

Vendere casa alle Canarie: i sette errori che allungano i tempi

Quasi sempre una casa non si vende per uno di questi sette motivi, e sei su sette si sistemano prima di pubblicare.

Luca, alle Canarie dal 2014

Aggiornato il · 4 minuti di lettura

In breve

Quando una casa resta ferma per mesi, nella mia esperienza non è quasi mai il mercato: è il prezzo, sono le foto, sono i documenti che non ci sono. Sono sette errori, li vedo ripetersi da anni e sei su sette si correggono prima di pubblicare l'annuncio, cioè quando correggerli non costa ancora niente.

Una casa canaria bianca con i balconi di legno scuro e le bouganville, in una piazzetta lastricata di un paese storico ai piedi delle montagne.
Immagine generata con IA
In questa guida 5 sezioni
  1. I sette errori, in breve
  2. Il prezzo: le prime settimane non tornano
  3. Foto e lingue: l'annuncio è la prima visita
  4. Documenti e certificato energetico: si preparano prima
  5. Visite e difetti: meno persone, più verità

I sette errori, in breve

  1. Il prezzo fuori mercato Il più caro di tutti, perché brucia le prime settimane, quelle in cui la casa è nuova per chi cerca.
  2. Le foto fatte col telefono Controluce, letti sfatti, bagno con la porta aperta: la selezione dei compratori avviene lì, prima di qualunque visita.
  3. I documenti non pronti Escritura, nota simple, IBI, certificato della comunità: quando mancano, la trattativa si ferma sul più bello.
  4. Il certificato energetico all'ultimo Serve prima di pubblicare, non prima di firmare: senza, l'annuncio non è in regola.
  5. L'annuncio in una lingua sola Su queste isole chi compra arriva da mezza Europa: un annuncio in una sola lingua dimezza il pubblico.
  6. Le visite senza filtro Far entrare chiunque stanca il proprietario e non porta offerte.
  7. I difetti taciuti Quello che non dici oggi lo scopre il tecnico del compratore fra tre settimane, e allora non è più un difetto: è una bugia.

Il prezzo: le prime settimane non tornano

Una casa pubblicata sopra il suo valore non riceve offerte basse: non riceve niente. Chi cerca ha già visto trenta annunci simili e passa oltre in due secondi. Poi si taglia, si taglia ancora, e quando finalmente il prezzo è giusto la casa è diventata quella «che è in vendita da un anno», e a quel punto le offerte arrivano più basse di quanto sarebbero state all'inizio.

Il mio consiglio è banale e lo ripeto a tutti: si parte da un prezzo che regge un confronto con i documenti e con la zona, e si tiene. Se dopo qualche settimana di annuncio ben fatto non si muove nulla, il mercato ha già risposto, e a quel punto il taglio si fa una volta sola e si fa vero.

Foto e lingue: l'annuncio è la prima visita

Le foto sono la vera prima visita, e la fanno migliaia di persone. Chiedo sempre di svuotare i piani, aprire le tende, togliere i panni stesi e fotografare con la luce buona della giornata, che qui è presto la mattina o nel tardo pomeriggio. La terrazza e la vista vanno fotografate quando ci sono davvero, non a mezzogiorno controluce.

Sulla lingua faccio un ragionamento pratico: chi compra alle Canarie arriva da mezza Europa, e non legge tutto lo spagnolo. Un testo scritto per ogni lettore, e non passato in un traduttore automatico, cambia il numero di richieste. Non è una questione di eleganza: è che le parole sbagliate fanno sembrare finto un annuncio vero.

Documenti e certificato energetico: si preparano prima

La cartella dei documenti la apro il giorno del mandato, non il giorno dell'offerta: escritura, nota simple aggiornata, ultima ricevuta dell'IBI, certificato della comunità sulle spese, eventuale cédula. Una casa con i documenti pronti si vende prima, perché la trattativa non si ferma ad aspettare un ufficio.

Il certificato energetico merita un paragrafo suo, perché è l'errore che vedo più spesso. Il Real Decreto 390/2021 si applica agli edifici o parti di edificio esistenti che si vendono o si affittano, e mette la responsabilità di incaricare la certificazione in capo al proprietario.

  • Chi pubblica un annuncio di vendita è obbligato a includere l'informazione sulla calificación de eficiencia energética: senza certificato, l'annuncio non è a norma.
  • Al contratto di compravendita di un edificio esistente va allegata una copia del certificato debitamente registrato, insieme all'etichetta.
  • Perché il certificato abbia validità legale deve essere registrato presso l'organo competente della comunità autonoma; il termine per presentarlo è quello stabilito dalla comunità autonoma o, in mancanza, un mese dalla data di emissione.
  • Il tecnico competente fa almeno una visita all'immobile, con un'anticipazione massima di tre mesi rispetto all'emissione del certificato: non è una pratica che si chiude in mezza giornata.
  • La validità massima è di dieci anni, che scendono a cinque quando la calificación è G. Prima di ripubblicare una casa rimasta ferma, controllo sempre la data del certificato.

Questa guida è un orientamento generale basato sul testo di legge citato in fondo alla pagina, non una consulenza legale o fiscale. Per gli obblighi del tuo caso e per le imposte della vendita fatti assistere da un professionista abilitato in Spagna.

Visite e difetti: meno persone, più verità

Le visite senza filtro sono un errore che fa male soprattutto a chi vende da solo: si passano i pomeriggi con curiosi, vicini e persone che non hanno ancora parlato con una banca. Prima di fissare una visita chiedo sempre chi è il compratore, come pensa di pagare e in che tempi: non è diffidenza, è rispetto per il tempo di tutti.

Sui difetti sono categorico. L'umidità in una parete, la caldaia da cambiare, il vicino rumoroso, una superficie che al Registro non coincide: si dicono subito, per iscritto, e si mettono nel prezzo. I clienti non scappano per un difetto dichiarato; scappano quando scoprono che gliel'hanno nascosto, e a quel punto non si fidano più di nient'altro.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per vendere casa alle Canarie?

Non ti do un numero, perché dipende dalla casa, dalla zona e soprattutto dal prezzo di partenza. Quello che ho visto è che una casa con prezzo motivato, foto buone e documenti pronti riceve richieste nelle prime settimane; se non arriva nulla, di solito il problema è uno dei sette di questa guida.

Devo fare il certificato energetico prima di pubblicare?

Sì. Chi pubblica informazioni sulla vendita di un immobile è obbligato a includere la calificación de eficiencia energética, e una copia del certificato registrato va allegata al contratto di compravendita. Farlo dopo significa pubblicare un annuncio non a norma.

Conviene abbassare il prezzo poco alla volta?

Nella mia esperienza no: una serie di piccoli tagli racconta a chi guarda che il venditore cederà ancora, e blocca le offerte. Meglio partire da un prezzo giusto e, se il mercato non risponde, fare una correzione sola e chiara.

Devo dire subito che la casa ha un difetto?

Sì, e per iscritto. Il compratore serio manda comunque un tecnico o un avvocato prima delle arras: un difetto dichiarato si tratta sul prezzo, un difetto scoperto fa saltare la trattativa e ti fa perdere settimane.

Fonti

  1. Real Decreto 390/2021, certificación de la eficiencia energética de los edificios — testo consolidato (BOE), artt. 3, 6, 13 e 17 (si apre in una nuova scheda) consultata il

Le informazioni fiscali e legali sono un orientamento generale, non una consulenza: per il tuo caso rivolgiti a un professionista abilitato.

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